Lo Studio Marco Piva risiede nel cuore crea-tivo e multiculturale di Milano: un Centro di Ricerca e un Laboratorio Sperimentale, più che uno Studio di Architettura e Design. È qui che, sulla base di un’indagine metodologica su forme, materiali e tecnologie, Marco Piva e i team di progettazione multidisci-plinare concepiscono e sviluppano progetti a diverse scale per i più prestigiosi clienti privati e pubblici in tutto il mondo, dal Masterplanning all’Architettura, dall’Interior Design al Product Design.
Le assidue ricerche sui caratteri forma-li e funzionali degli spazi, sviluppate con grande attenzione per l’ambiente, sono gli elementi fondativi della filosofia di pianificazione e di progetto dello Studio, perseguendo la continuità progettuale tra architettura e interior design, componente strategica per lo sviluppo di progetti complessi, trasversali e funzionali.
Ripartire dalla natura
Abbiamo visto bruciare interi continenti, stiamo osservando in diret-ta la scomparsa di una calotta polare, abbiamo creato enormi isole di plastica e generato nuvole tossiche permanenti. Stiamo assistendo ovunque alla devastazione del territorio, città smisurate ed inumane stanno espandendosi ovunque anche nelle zone più povere della Terra.
Siamo di fronte a scelte non più rimandabili e noi – urbanisti, architetti e designer – possiamo giocare un grande ruolo proponendo nuove visioni e soprattutto nuove soluzioni strategiche, indispen-sabili per raggiungere il necessario equilibrio, per definire un nuovo patto con il Pianeta.
In seno al nostro Studio stiamo rivedendo tutti i processi progettuali, mettendo a fuoco nuovi contenuti e valori da inserire nei nostri progetti. Pensiamo ad un nuovo modello di città policentrica, in cui gli edifici contribuiranno a creare energia, a riciclare l’acqua, a purificare l’aria e ad abbattere i consumi energetici con l’utilizzo di tecnologie innovative già disponibili e a sostenere una intensa presenza del verde.
Armonia con l’ambiente
Nel nostro Studio stiamo concentrando l’attenzione sulla configu-razione di organismi architettonici polifunzionali che richiamano il modello del “quartiere”, basati sul concetto di integrazione e flessibilità funzionale: edifici in cui si può vivere, lavorare, incontrarsi, comprare, godere di parchi e giardini, di luoghi di svago e di incontro. Edifici estesi e sospesi tra aree verdi, pieni di luce con grandi balconi e terrazze, edifici osmotici con la città e il territorio circostante.
Sul medio e lungo termine stiamo sviluppando concetti e azioni nel mondo del progetto, dall’architettura al design di prodotto, che possano essere portatori di un cambiamento basato su una diversa e più matura consapevolezza in merito a quanto la nostra azione progettuale possa contribuire al raggiungimento di nuovi obbiettivi eticamente non più rimandabili.
E’ necessario elaborare una visione strategica di più vasto respiro, ripensando al territorio, alle città, a come ricostruire un equilibrio tra centro e periferie, tra aree costruite e aree verdi, al consumo attento del suolo, alla rigenerazione urbana con l’abbattimento di strutture ed edifici fatiscenti e non più utilizzabili, alla riduzione del traffico veicolare, a concepire nel complesso città, quartieri ed edifici di scala più umana.
Ospitalità: un soft wellbeing Hub
In questo contesto di forti cambiamenti e trasformazioni, il concetto dei complessi polifunzionali si può facilmente declinare anche nel sistema ri-cettivo. L’hotel diviene sempre di più luogo strategico per accogliere e mettere in relazione i viaggiatori con l’ambiente in cui è inserito sia sotto l’aspetto territoriale, per attività turistiche, di svago e sportive, ma anche sotto l’aspetto culturale per attività di incontro, studio e business.
Secondo il mio punto di vista, l’albergo diviene sempre più un “soft wellbeing Hub”, in cui le funzioni tradizionali dell’ospitalità e della ristorazione si integrano con le peculiarità della residenza privata e degli uffici, per dare vita ad un complesso in cui convergono attività di meeting, congressuali, espositive e di svago, con ambienti dedicati alla cura del corpo e al benessere e lounge bars che da terrazze e giardini si aprono alla vista dell’intorno urbano del paesaggio naturale.
Diviene quindi fondamentale mettere in atto tutte quelle strategie compositive degli spazi che consentano di configurare un organismo complesso, ma anche altamente flessibile, in grado di operare al meglio anche in occasione di situazione di attività simultanee, dove i fruitori dei servizi possono essere sia gli ospiti dell’hotel che i visitatori occasionali.
Con questi obbiettivi abbiamo partecipato a progetti e concorsi con esiti molto positivi, in cui abbiamo cercato di riversare la nostra cultura umanistica e tecnologica, sempre nel rispetto dell’assetto urbanistico circostante, perseguendo, specialmente all’estero, la creazione di un punto di incontro tra il nostro know how di matrice italiana e la cultura locale.
Residenziale: ritorno a Casa
Anche gli spazi domestici devono essere ripensati, con ambienti flessibili ma anche separabili, con più spazi privati e condominiali all’aperto, i quali dovranno dotarsi maggiormente di spazi esterni con funzioni di risparmio energetico, per offrire una migliore qualità della vita e, in fondo, una struttura sociale più coesa.
Nuova luce sul progetto
Luce come strumento di Design
La Luce è elemento fondamentale per interpretare l’architettura e la progettazione degli interni: crea racconto, avvolge e coinvolge, rapportandosi armonicamente con tutti gli altri elementi come il suono, le forme e i colori, con l’obiettivo non solo di creare scenografie uniche ed emozionali, ma sistemi strutturati e funzionali per le diverse destinazioni d’uso.
Lo studio della luce è imprescindibile nel nostro iter progettuale, non può essere processo aggiunto o successivo alla progettazione generale dello spazio, ma deve essere parte strutturale del concept iniziale, per svilupparsi coerentemente in tutti i passaggi tematici, dallo studio dei volumi architettonici agli interni, al design dei prodotti.
Il ruolo della ricerca
La Luce è ricerca, sperimentazione e passione, non serve solo ad illuminare gli spazi e gli ambienti, ma a creare condizioni visive capaci di trasmettere sensa-zioni, enfatizzare la definizione delle forme, la scelta dei materiali, dei pattern e delle texture. Deve poter giocare con i colori e, se necessario, generarli a sua volta.
Luce è magia
La Luce tecnica è necessaria a creare la struttura visiva di fondo, inserita nel tessuto stesso dell’architettura o dei principali elementi di Interior Design: pavimenti, pareti, controsoffitti.
Questa tipologia di luce è indispensabile per descrivere gli ambienti in modo mutabile, dinamico, diffondendo aloni luminosi, proiettando fasci mirati o brandeggiabili, creando accenti su specifici elementi funzionali o decorativi. La Luce decorativa invece caratterizza gli aspetti poetici ed emozionali, si fa racconto più articolato, formale e materico.
Il raggiungimento della coesistenza ottimale tra luce tecnica e luce emozionale genera una ricchezza formale coinvolgente, che esprime un racconto estetico dove il de-sign dei sistemi di illuminazione è riconoscibile e coerente con il discorso più generale improntato sulla percezione dei valori tipici del design e del prodotto made in Italy.
Luce e materia solida
Il rapporto tra luce e materia è uno dei temi su cui ogni giorno facciamo ricerca sperimentale, con l’ausilio delle tecnologie più avanzate.
L’indagine sulle tecniche di lavorazione dei materiali più innovativi, sui tagli, sulle texturizzazioni e l’effetto che si crea con la luce sia naturale che artificiale guida alla definizione del linguaggio di composizione, al percorso percettivo sensoriale che desidero attribuire all’opera. Non si tratta di realizzare solo un involucro, ossia la finitura esterna della materia, ma di definire miratamente i rapporti con lo spazio circostante, per dare sempre una nuova vita, o diverse possibilità espressive, ai materiali.
Tecnologia: controllo dello spazio
Un aspetto di cui oggi si deve tenere conto quando si progetta, è la straordinaria capacità di coniugare i sistemi di illuminazione e le altre funzioni della casa ai dispositivi tecnologici più avanzati, atti a migliorare la qualità della vita, la sicurezza e il risparmio energetico, semplificando al tempo stesso la progettazione, l’installazione, la manutenzione e l’utilizzo della tecnologia stessa.
La domotica ha un ruolo sempre più im-portante negli ambienti antropizzati: rende “intelligenti” apparecchiature, impianti e sistemi per una gestione coordinata, integrata e computerizzata degli impianti tecnologici.
La mia idea di Design: Armonia, Eleganza e un po’ di Magia
Credo che la ricerca e la sperimentazione siano gli elementi fondativi del Design Italiano. Elementi che da sempre costituiscono le basi del mio lavoro. Semplicità, armonia, eleganza, sono gli obbiettivi che perseguo, la ricerca sui materiali e sui processi produttivi, siano essi di natura artigianale che industriale, sono emblematici del mio approccio a una forma di design non massificato, che appare talvolta esclusivo.
Design quantistico
Sono da sempre un appassionato di fisica, in particolare mi affascina la complessità del cosmo, la sua struttura reticolare, la miriade di combinazioni della materia e dell’energia. Ho cercato di indagare questi temi nelle mie opere di design e d’arte, spinto dall’inarrestabile desiderio di sperimentare.
Queste mie escursioni tra design e arte hanno trovato risposta in geometrie a volte sinuose e a volte reticolari. Le linee creano architet-ture immaginarie, che riusciamo a percepire ma non a concretizzare in forme elementari. Nei miei progetti i colori e le forme si distorcono, si intreciano e si annodano: motivi sinuosi ritmano atmosfere e spazi con nuove frontiere creative che non temono confini.
Pubblicato in OnlyONE Magazine #4
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